RECENSIONE: Il morto al primo piano e altre grane condominiali
- 26 gen
- Tempo di lettura: 3 min

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Editore: @giuntieditore
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐🌟/5
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Alice ha una vita perfetta: due bambini piccoli, una carriera da influencer e decine di migliaia di follower che pendono dalle sue stories. Peccato solo che i figli mostrati ogni giorno sui social siano bambole, e che nel condominio di via dei Tigli la chiamino “la svitata col passeggino”. A lei non importa: cammina dritta, gentile e convinta che la normalità sia un concetto sopravvalutato. L'equilibrio crolla quando al primo piano spunta un cadavere. Si tratta di Marcello Conforti, proprietario di un appartamento sfitto che da tempo cercava di cacciare Alice, e fra gli inquilini i pettegolezzi si sprecano: che Alice sia non solo stramba, ma anche un'assassina? Per fortuna al piano di sopra c'è Gabriele, che è appena stato sospeso da scuola e ha molto tempo libero per aiutarla a trovare il vero colpevole. E c'è soprattutto Zeno, agronomo riluttante che preferirebbe parlare con gli alberi, ma finisce sempre per prendersi cura delle persone. Compreso Gabriele, a cui fa da guida, da argine e — quando la madre non c'è — da babysitter. Zeno non vorrebbe finire nell'indagine, ma tra equivoci e vicini troppo zelanti si ritrova suo malgrado al centro di una storia che mescola ironia, umanità e il fiorire di un nuovo, inaspettato sentimento.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.
❓Vi intriga questa novità?
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
Una commedia condominiale brillante, surreale e piena di cadaveri… nel modo migliore possibile.
Alice ha una vita perfetta: due bambini piccoli, una carriera da influencer e migliaia di follower che pendono dalle sue stories. Peccato solo che i figli siano bambole, la carriera un’illusione e il condominio di via dei Tigli la chiami “la svitata col passeggino”.
Ma a lei non importa: cammina dritta, gentile, convinta che la normalità sia un concetto sopravvalutato. Finché un giorno, al primo piano, compare un cadavere.
Marcello Conforti, proprietario di un appartamento sfitto e nemico giurato di Alice, viene trovato morto. E nel palazzo, dove i pettegolezzi viaggiano più veloci del Wi‑Fi, il sospetto si insinua: che sia stata proprio lei?
Per fortuna al piano di sopra c’è Gabriele, professore sospeso e temporaneamente disoccupato, che ha molto tempo libero e una certa inclinazione a farsi coinvolgere in faccende che non lo riguardano. Insieme, tra scale scricchiolanti, assemblee condominiali e vicini impiccioni, proveranno a scoprire la verità. O almeno a non farsi travolgere da essa.
“In certi condomìni non serve un detective. Basta una porta socchiusa e una signora con la vestaglia giusta.”
Alice è una protagonista fuori dagli schemi: fragile, tenera, un po’ folle, ma con una coerenza tutta sua. La sua visione del mondo è distorta quanto basta per renderla indimenticabile.
Gabriele è il perfetto contrappunto: razionale, disilluso, ma incapace di restare indifferente. La loro dinamica è fatta di battute, silenzi e piccoli gesti che raccontano più di mille dialoghi.
Il condominio è un microcosmo perfetto: un palcoscenico dove ogni porta nasconde una storia, ogni pianerottolo è un confine tra realtà e assurdo. E Rebecca Quasi lo racconta con uno sguardo affilato e affettuoso insieme.
La scrittura è scorrevole, ironica, piena di ritmo. I dialoghi sono brillanti, le situazioni comiche ben costruite, e la parte investigativa è dosata con leggerezza, senza mai perdere di vista l’umanità dei personaggi. È un romanzo che si legge con il sorriso, ma che sa anche toccare corde più profonde, tra solitudini, fragilità e desideri inconfessati.
Il morto al primo piano è perfetto per chi cerca una commedia gialla intelligente e fuori dagli schemi, con personaggi imperfetti e adorabili, un mistero domestico che si tinge di rosa e un’ambientazione che sembra uscita da una sit‑com italiana con il cuore di un romanzo di formazione.
È un libro che ti fa ridere, riflettere e credere che, a volte, basta un cadavere per scoprire chi siamo davvero.
Grazie alla casa editrice per l'opportunità.
Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.
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