top of page

RECENSIONE: La ballata di Ronan McCoy

  • 21 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

📚

Editore: @oscarvault

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

A sedici anni, Brendan ha sempre vissuto come se fosse il personaggio secondario della storia di qualcun altro. Timido e impacciato, è bullizzato dagli altri ragazzi per le sue stranezze, e soprattutto perché nel weekend lavora nell'impresa di pompe funebri di una cittadina dell'Irlanda del Nord, e Brendan passa il suo tempo libero a lavare i veicoli dell'azienda, con l'impressione, a volte, di avere più contatti coi morti che coi vivi. Il vero protagonista della sua storia è il suo migliore amico, Ronan McCoy. Ronan è brillante, atletico, popolare e sicuro di sé, ovvero tutto ciò che Brendan non è. Eppure, con Ronan, Brendan si sente diverso, si sente migliore. Quell'anno, però, l'ultimo del liceo, succede l'inimmaginabile. L'invincibile Ronan McCoy rimane vittima di un incidente che lo lascia paralizzato a causa di una lesione cerebrale. Mentre Ronan è costretto prima in ospedale e poi alla durissima riabilitazione a casa, Brendan si trova a non avere più nessuno cui fare da spalla e non ha altra scelta se non quella di diventare il protagonista, cercando il proprio posto in un mondo in cui non c'è più Ronan a proteggerlo. È difficile uscire dal guscio, almeno finché non scopre l'amore...


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

❓Avete mai letto questo genere?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

La ballata di Ronan McCoy è un romanzo che parla sottovoce, ma lascia un rumore dentro. È una storia di adolescenza, perdita, amicizia e identità, raccontata con una delicatezza che non nasconde il dolore, ma lo attraversa. Brendan ha sedici anni e vive come se fosse il personaggio secondario della vita di qualcun altro. Timido, impacciato, bullizzato, passa i weekend a lavare i veicoli dell’impresa di pompe funebri della sua cittadina nell’Irlanda del Nord. Ha più contatti con i morti che con i vivi, e questo dice tutto della sua solitudine.

Il protagonista della sua storia, quello vero, è Ronan McCoy: brillante, atletico, popolare, sicuro di sé. Tutto ciò che Brendan non è. Ronan è il suo migliore amico, il suo scudo, la sua ancora. Con lui, Brendan si sente diverso, migliore, quasi invincibile.

Poi accade l’inimmaginabile. Ronan rimane vittima di un incidente che lo lascia paralizzato, con una grave lesione cerebrale. L’invincibile Ronan McCoy non c’è più. Al suo posto c’è un ragazzo che lotta per muovere un braccio, per parlare, per ricordare. E Brendan, senza più nessuno cui fare da spalla, è costretto a diventare il protagonista della propria vita.

«A volte crescere significa accettare che chi ti proteggeva non può più farlo.»

Il romanzo segue Brendan mentre cerca il suo posto nel mondo: tra la scuola che lo schiaccia, la famiglia che non lo capisce, il lavoro che lo isola e la riabilitazione di Ronan che gli spezza il cuore. È un percorso lento, doloroso, ma necessario. E proprio quando sembra che tutto sia troppo grande per lui, Brendan scopre l’amore: un amore fragile, luminoso, che gli mostra che anche lui merita di essere visto, scelto, desiderato.

Brendan è un protagonista tenero e imperfetto, che cresce senza miracoli, solo con piccoli passi coraggiosi.

Ronan è una presenza costante, anche nella sua assenza: la sua disabilità diventa il centro emotivo del romanzo, trattata con rispetto e verità.

L’ambientazione dell’Irlanda del Nord è malinconica, concreta, piena di silenzi che parlano.

La storia racconta l’adolescenza senza filtri: la paura di non essere abbastanza, la gioia terribile del primo amore, il dolore di vedere crollare chi si ama.

La ballata di Ronan McCoy è un romanzo che non cerca il melodramma, ma la verità. Una verità fatta di amicizie che cambiano, di corpi che non rispondono più, di ragazzi che devono diventare adulti troppo presto. È una lettura toccante, che resta addosso come una cicatrice dolce e che mi ha fatto piangere da morire.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.

 
 
 

Commenti


©2018 by Sabrina Pennacchio (Scrittrice). Proudly created with Wix.com

bottom of page