RECENSIONE: La ragazza d'aria
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min

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Editore: @rizzolilibri
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che inizia a stringere, ogni giorno controlla di più: il pensiero, gli affetti, il cibo. Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perché Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell'Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l'Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.
❓Vi intriga questa novità?
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
Una storia fragile, luminosa e necessaria… nel modo migliore possibile.
La ragazza d’aria è un romanzo che respira, trema, cade e si rialza insieme alla sua protagonista. Aryna, quindici anni, vive sospesa tra due mondi: la Romania che ha lasciato e l’Italia che non la accoglie davvero. Due lingue che non si incontrano, due identità che si scontrano, un corpo che cambia e che lei sente sempre “troppo”. Torino è la città in cui dovrebbe ricominciare, ma per Aryna ogni cosa è una frattura: il nome che nessuno sa pronunciare, la lingua madre che graffia, la nostalgia che pesa come una pietra. Così inizia a stringere, a controllare, a ridurre: il cibo, le emozioni, i legami. Come se potesse diventare più leggera, più invisibile, più accettabile.
Attorno a lei, la famiglia e gli amici sembrano lontani, incapaci di capire il suo silenzio. Eppure, proprio in quel vuoto, Aryna scopre due rifugi: la sorella, con cui condivide un amore imperfetto e feroce, e i libri, che diventano un luogo dove respirare quando il mondo reale la soffoca.
“A volte bisogna scivolare sott’acqua per capire quanto sia prezioso tornare a respirare.”
Aryna è una protagonista che resta impressa: vulnerabile, intensa, piena di contraddizioni. La sua lotta con il corpo non è solo fisica, ma identitaria: è il tentativo disperato di trovare un posto nel mondo, di capire chi è, di non essere più “troppo” o “sbagliata”. La famiglia è tratteggiata con grande delicatezza: genitori che amano ma non comprendono, una sorella che è insieme radice e tempesta, amici che non sanno come avvicinarsi. Torino, con le sue strade fredde e i suoi spazi anonimi, diventa lo specchio perfetto della sua solitudine.
La scrittura di Andreea Simionel è vulnerabile e incandescente, come dice Avallone: una voce che pulsa, che non ha paura di mostrare le crepe, che trasforma l’adolescenza in una terra di confine dove tutto fa male e tutto può salvare. Il romanzo affronta temi complessi come la migrazione, identità, disturbi alimentari, appartenenza con una sincerità che non scivola mai nel patetico. Ogni pagina è un respiro trattenuto, un passo verso la superficie.
La ragazza d’aria è perfetto per chi cerca una storia che parla al cuore e allo stomaco, per chi ama i romanzi di formazione che non addolciscono la realtà, per chi vuole leggere di corpi che cadono e poi, lentamente, imparano a volare. È un libro che commuove, che ferisce, che cura. Un romanzo che ti ricorda che crescere significa anche imparare a nominare il proprio dolore e a non averne più paura.
Grazie alla casa editrice per l'opportunità.
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