RECENSIONE: Le Scarpe di Lorenzo
- 1 feb
- Tempo di lettura: 3 min

📚
Editore: @rizzolilibri
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐🌟/5
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Quando Lorenzo Perrone, a trentotto anni, arriva ad Auschwitz come muratore volontario, ha poche cose con sé: un maglione rattoppato, una gavetta militare, un paio di scarpe di cuoio. E un soprannome, "Il Tacca" - l'attaccabrighe -, che pesa su di lui come i tanti anni di duro lavoro che gli hanno ingrigito i capelli e tolto la voglia di parlare.
Quando Primo Levi viene deportato nello stesso campo di concentramento, è un giovane ebreo laureato in chimica e innamorato delle montagne che in un attimo si scopre schiavo, costretto a eseguire ogni sorta di impiego sfibrante in un inferno di privazioni e sofferenza.
Quando gli sguardi di Lorenzo e Primo si incontrano, tutto, nelle loro vite, cambia. Da quel momento, ogni giorno, per mesi, Lorenzo si preoccupa di portare a Primo una gavetta di zuppa, togliendola dalla sua misera razione o elemosinandola in giro. Grazie a quell'aiuto, Primo sopravvive, torna a casa e diventa uno dei più noti testimoni della Shoah.
Una storia di amicizia potente e silenziosa, dove l'umanità e il coraggio sconfiggono l'odio e la paura.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.
❓Vi intriga questa novità?
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
Una storia vera, potente e piena di umanità… nel modo migliore possibile.
Lorenzo Perrone arriva ad Auschwitz come muratore volontario. Ha trentotto anni, un maglione rattoppato, una gavetta militare, un paio di scarpe di cuoio e un soprannome — Il Tacca — che racconta più di mille parole. È un uomo semplice, abituato al lavoro duro, con poche illusioni e ancora meno desiderio di parlare. Quando però nel campo arriva un giovane chimico torinese, Primo Levi, tutto cambia. In un luogo dove la vita vale meno di niente, Lorenzo compie un gesto minuscolo e immenso: ogni giorno, per mesi, gli porta una gavetta di zuppa. Un atto di cura che sfida la logica dell’orrore, un filo di umanità che resiste dove non dovrebbe esserci più nulla.
Da quel momento, le loro vite si intrecciano in un modo che nessuno dei due avrebbe potuto immaginare. Perché a volte non serve essere eroi: basta scegliere di non voltarsi dall’altra parte.
“Ci sono gesti così piccoli da sembrare invisibili. Eppure, a volte, salvano una vita.”
Lorenzo è un protagonista silenzioso, ruvido, quasi schivo. Ma proprio in questa sua semplicità risiede la forza del romanzo: un uomo che non cerca gloria, che non si considera buono, che non pensa di fare nulla di straordinario — e che invece compie l’atto più rivoluzionario possibile in un campo di sterminio. Primo Levi è lo specchio di questa umanità ritrovata: fragile, affamato, ma ancora capace di riconoscere la luce quando qualcuno gliela tende. La loro relazione è fatta di sguardi, di gesti minimi, di un’alleanza che nasce nel fango e nella paura, ma che diventa un legame indissolubile.
L’ambientazione è dura, reale, raccontata con rispetto e precisione storica. Carlo Greppi scrive con una voce limpida, intensa, capace di restituire la verità senza retorica. Il ritmo è misurato, necessario, e ogni pagina pesa quanto una testimonianza. È un romanzo che si legge con il fiato sospeso, ma anche con un senso di gratitudine profonda.
Le scarpe di Lorenzo è perfetto per chi cerca una storia vera, toccante e luminosa anche nel buio più fitto; un romanzo che parla di coraggio, dignità e scelte che cambiano destini. È un libro che ti fa riflettere, commuovere e credere che, a volte, la salvezza può arrivare da un uomo qualunque… con un paio di scarpe consumate e un cuore più grande della paura.
Grazie alla casa editrice per l'opportunità.
Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.
Image created with canva







Commenti