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RECENSIONE: Omicidio al Lido Kritzendorf - Il quinto caso di Ernestine e Anton

21 giu
Tempo di lettura: 3 min

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Editore: @emonsedizioni

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

Tre settimane a bere acqua termale, ovvero acqua calda che puzza di uova marce. Questa è l’amara ricetta del dottore per Anton, farmacista in pensione con una insanabile passione per i dolci viennesi e una cistifellea malridotta. Ad accompagnarlo nel rinomato albergo a Baden, accorre l’immancabile Ernestine, che già si prefigura serate danzanti e passeggiate nei viali alberati. Un rigorosissimo programma di cure, fanghi fetidi e minestrine insapori li aspettano invece all’Hotel Sauerhof, oltre a una congerie di ospiti benestanti, tutti membri dell’alta borghesia salvo il burbero calciatore Pepi Kratochwil, il miglior attaccante della storia. Ed è proprio su di lui che ricadono tutti i sospetti quando sulla via del ritorno da un concerto viene scoperto un cadavere. Anton non può credere che il suo mito si sia macchiato di un simile delitto e niente e nessuno può tenere a freno la curiosità di Ernestine. A quanto pare, tutti gli ospiti sono felici di sapere il calciatore in prigione. La chiave è ben seppellita nel passato, ma i due amici si confermano ancora una volta una grande squadra.


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

Omicidio al Lido Kritzendorf è un giallo che profuma di nostalgia viennese, ironia sottile e misteri ben congegnati. Ancora una volta Ernestine e Anton dimostrano di essere una coppia investigativa irresistibile, non perché cerchino il crimine, ma perché il crimine sembra inseguire loro. Questa volta il teatro dell’indagine è Baden, con le sue acque termali dall’odore discutibile, i programmi di cura che promettono miracoli e un albergo elegante popolato da ospiti che hanno molto più da nascondere che da curare.

Anton, pensionato con una passione inestinguibile per i dolci viennesi e una cistifellea che non collabora, è costretto a tre settimane di fanghi, minestrine e disciplina. Ernestine, invece, immagina serate danzanti e passeggiate romantiche, ma si ritrova immersa in un microcosmo di borghesi impeccabili, pettegolezzi trattenuti e tensioni che ribollono sotto la superficie. Quando un cadavere viene scoperto sulla via del ritorno da un concerto, l’equilibrio dell’albergo si spezza. Tutti puntano il dito contro Pepi Kratochwil, leggendario calciatore dal carattere burbero, l’unico estraneo in un ambiente dove le apparenze contano più della verità.

Anton non può credere che il suo mito sportivo sia un assassino. Ernestine non può resistere al richiamo dell’indagine. Insieme, come sempre, formano una squadra affiatata, capace di leggere tra le righe, di cogliere dettagli che sfuggono agli altri, di smascherare segreti sepolti nel passato. E mentre gli ospiti dell’hotel sembrano quasi sollevati all’idea di vedere Pepi in prigione, la verità si rivela molto più intricata, molto più umana, molto più sorprendente.

«La colpa è un profumo che non tutti sanno riconoscere, ma chi lo sente non lo dimentica più.»

Il romanzo conquista grazie al suo equilibrio perfetto tra leggerezza e tensione. L’atmosfera è vivida, elegante, punteggiata da dialoghi brillanti e situazioni che strappano un sorriso senza mai perdere il filo del mistero. Ernestine e Anton sono personaggi che funzionano perché non cercano di essere eroi: sono semplicemente se stessi, con le loro manie, le loro fragilità, la loro ostinata curiosità. E proprio per questo diventano indimenticabili.

Omicidio al Lido Kritzendorf è un giallo che scorre con piacere, che intrattiene, che sorprende. Un capitolo perfetto per chi ama i misteri dal sapore classico, le ambientazioni curate e le indagini condotte con intelligenza e cuore. Un altro tassello brillante nella serie dedicata a Ernestine e Anton, che continua a regalare storie capaci di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.

 
 
 

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