RECENSIONE: Andrea oltre il ragazzo dai pantaloni rosa
- Sabrina Pennacchio
- 8 ago
- Tempo di lettura: 2 min

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Editore: @fabbrieditori
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐/5
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Fino a che punto possono ferire le parole degli altri, i gesti, i pregiudizi? Per Teresa Manes non ci sono domande più importanti di questa. È così da quando suo figlio Andrea si è tolto la vita il 20 novembre 2012, senza dare spiegazioni, a soli quindici anni. Da allora Teresa ha trasformato il suo dolore in una missione, tesa a sensibilizzare adulti e ragazzi sui temi del bullismo e del cyberbullismo. E in questo libro, scritto poco tempo dopo la morte di Andrea, racconta quei momenti terribili con una voce sincera e intensa, senza filtri e senza sconti. Racconta la sua sofferenza. Racconta la ricerca di un senso. Soprattutto racconta Andrea, una vittima che non è riuscita a gridare il suo dolore. Lo fa per chi, oggi, sente lo stesso dolore e non è capace di sfogarlo, e per chi provoca quel dolore senza saperlo. Perché dalla tragedia di Andrea possa nascere consapevolezza, insieme a un messaggio di speranza: "Finché saremo capaci di amare, saremo capaci di vivere appieno le nostre esistenze"
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.
❓Vi intriga questa novità?
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra importante opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
"Quando un gesto semplice come indossare un paio di pantaloni rosa diventa il pretesto per l’odio, allora è il momento di guardare oltre."
Con Andrea oltre il ragazzo dai pantaloni rosa, Teresa Manes ci consegna un libro che non è solo una testimonianza, ma un atto d’amore, di denuncia e di resistenza. È il racconto di una madre che, dopo aver perso suo figlio Andrea a causa del bullismo, decide di trasformare il dolore in voce, in parola, in impegno.
Il romanzo — se così si può chiamare, perché è anche diario, memoria e manifesto — ripercorre la storia di Andrea, un ragazzo sensibile, creativo, che ha osato essere sé stesso in un mondo che non perdona la differenza.
I pantaloni rosa, lo smalto sulle unghie, la sua unicità diventano bersaglio di una violenza silenziosa, strisciante, che si insinua tra i corridoi della scuola e le pieghe dell’indifferenza sociale.
La scrittura di Teresa è diretta, sincera, a tratti cruda. Non cerca consolazione, ma consapevolezza. Ogni pagina è un invito a guardare negli occhi il problema del bullismo, a riconoscerlo, a non voltarsi dall’altra parte. È anche un appello a educare all’empatia, a coltivare il rispetto, a celebrare le diversità come ricchezza e non come minaccia.
Andrea oltre il ragazzo dai pantaloni rosa è un libro che fa male, ma è un dolore necessario. Perché ci ricorda che dietro ogni sorriso spento c’è una storia che merita di essere ascoltata. E che il cambiamento comincia proprio da lì: dall’ascolto, dalla comprensione, dalla scelta di non restare in silenzio.
Grazie alla casa editrice per l'opportunità.
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