RECENSIONE: La forza dei pochi - The strength of the few
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- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 giorno fa

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Editore: @fanucci.editore
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Tre corpi, tre vite differenti, un unico scopo: sopravvivere. Per la Gerarchia sono sempre Vis Telimus, l’acclamato Catenicus. Continuano a credere di conoscermi, ma con tutto quello che è successo – e con tutto ciò che temo stia per accadere – non sono sicuro che abbia più importanza. Dopo aver vinto lo Iudicium, ho perso ogni cosa... e ora l’antico congegno al di là del Labirinto ha creato altre due versioni di me: una abita nell’Obiteum, un’altra nel Luceum, mentre il me originale continua a vivere nel Res. Tre corpi e tre vite differenti. Costretto a nascondermi, a combattere e a fare politica. Ad allenarmi, a fidarmi, a mentire. Oppure a uccidere, a guarire e a dimostrare il mio valore ancora e ancora. Sono amato, odiato e completamente solo. Ma soprattutto devo fare chiarezza prima che sia troppo tardi, comprendere la natura degli eventi che hanno travolto la mia vita, e il motivo. Infine, devo escogitare un modo per impedire l’avvento del temuto e profetizzato Cataclisma, perché potrei essere l’unico in grado di farlo. Questo attesissimo seguito di The Will of the Many – La volontà dei molti vede Vis alle prese con un pericoloso segreto che potrebbe raccontare la Storia attraverso dimensioni alternative.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buon pomeriggio lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.
❓Vi intriga questa novità?
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
La forza dei pochi – The Strength of the Few è un seguito che non si limita a raccogliere l’eredità de La volontà dei molti: la amplifica, la distorce, la moltiplica. È un romanzo ambizioso, stratificato, che porta Vis Telimus in un territorio narrativo dove identità, politica, potere e destino si intrecciano in un labirinto sempre più complesso.
Il punto di partenza è già di per sé esplosivo: tre corpi, tre vite, un’unica coscienza. L’antico congegno oltre il Labirinto ha creato due nuove versioni di Vis: una confinata nell’Obiteum, una nel Luceum, mentre l’originale continua a muoversi nel Res. È un’idea narrativa potentissima, che permette all’autore di esplorare tre percorsi paralleli, tre declinazioni dello stesso personaggio, tre modi diversi di essere Vis e di essere schiacciato dal peso delle aspettative.
Il risultato è un romanzo che vive su più livelli, la narrazione è tesa, ricca di colpi di scena, e soprattutto costruita con una cura quasi architettonica: ogni linea narrativa si specchia nelle altre, ogni scelta di un Vis risuona nelle vite degli altri due. È come osservare un prisma che ruota lentamente, rivelando sfaccettature sempre nuove.
Il romanzo riesce a rendere palpabile la condizione di Vis: amato e odiato, indispensabile e sacrificabile, venerato come Catenicus e allo stesso tempo completamente solo. La sua voce interiore è una delle parti più riuscite del libro: lucida, ferita, determinata, sempre in bilico tra il desiderio di capire e la paura di ciò che scoprirà.
“Non importa quanti corpi abiti. Il peso del destino resta sempre lo stesso.”
La tensione cresce man mano che Vis si avvicina alla verità: cosa ha davvero scatenato la frattura delle dimensioni? Perché lui? E soprattutto: come impedire l’avvento del Cataclisma, quando ogni passo sembra avvicinarlo proprio a ciò che teme?
La forza dei pochi è un seguito maturo, più oscuro, più ambizioso del primo volume. Un romanzo che parla di identità spezzate, di potere che corrompe, di mondi che collassano e di un ragazzo che, nonostante tutto, continua a lottare. È una lettura che richiede attenzione, ma che ripaga con una profondità rara nel fantasy contemporaneo.
Un tassello fondamentale in una saga che sta costruendo qualcosa di davvero monumentale.
Grazie alla casa editrice per l'opportunità.
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