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RECENSIONE: Moxyland - O giochi o muori

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Editore: @fanuccieditore

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

Una favola high-tech convincente in modo spaventoso, Moxyland O giochi o muori segue quattro narratori che vivono in un futuro prossimo distopico così vicino a noi da sembrare realtà.In una Cape Town distopica e futuristica, Kendra, dopo aver abbandonato la scuola d’arte, si fa notare per un progetto di marketing nel settore della nanotecnologia; Lerato, un’ambiziosa orfana nata da genitori malati di Aids, trama per cambiare azienda; Tendeka, un attivista dalla testa calda, sta diventando sempre più rabbioso; Toby, un blogger spregiudicato, scopre che i videogiochi a cui si dedica per denaro nascondono molto di più. Oltre alla folle avventura che cambierà per sempre le loro vite, questa storia è ricca di idee audaci e contagiose e mette insieme uno spietato governo di apartheid aziendale, videogiochi, cani da guerra biotecnologici, identità online sfuggenti, un club di calcio di periferia, un marchio che crea dipendenza e arte geneticamente modificata.Portando le tendenze edonistiche della società alle loro estreme conseguenze, Moxyland O giochi o muori mina in modo satirico l’idea che il progresso sia il principe azzurro in sella a un cavallo bianco venuto a salvare la nostra società.

 

       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.


"Nel futuro, non ti tolgono la libertà. Ti tolgono il segnale."


In un futuro non troppo lontano, dove la connessione è potere e la disconnessione equivale alla morte sociale, Moxyland ci catapulta in una Cape Town distopica e ipercontrollata, dove quattro giovani cercano di sopravvivere in un sistema che li osserva, li manipola e li consuma.


Quattro voci, un’unica inquietudine


Kendra, artista trasformata in pubblicità vivente. Toby, vlogger narcisista in cerca di notorietà. Lerato, programmatrice brillante ma intrappolata in una gabbia dorata. Tendeka, attivista idealista che lotta contro un sistema che non lascia spazio alla ribellione.

Ognuno di loro rappresenta una strategia di sopravvivenza in un mondo dove la tecnologia è diventata religione e le multinazionali dettano legge. Le loro storie si intrecciano in un crescendo di tensione, dove la libertà è un’illusione e la verità un rischio letale.


Un mondo che ci somiglia troppo


Lauren Beukes costruisce un universo narrativo che inquieta perché plausibile. Il controllo digitale, l’identità virtuale, la dipendenza da dispositivi e la sorveglianza costante sono elementi che risuonano con forza nella nostra realtà quotidiana.

La scrittura è tagliente, ritmata, a tratti claustrofobica. Ogni capitolo è una finestra su una mente diversa, e il lettore è costretto a cambiare prospettiva, a mettere in discussione ciò che crede di sapere.


Conclusione: un pugno nello stomaco travestito da romanzo


Moxyland non è una lettura comoda. È un’esperienza disturbante, provocatoria, necessaria. Un romanzo che ci chiede: cosa siamo disposti a sacrificare per sentirci al sicuro?

Consigliato a chi ama i distopici intelligenti, i romanzi corali e le storie che lasciano un’eco ben oltre l’ultima pagina.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.


 


       Image created with unsplash.com

 
 
 

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