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RECENSIONE: Ciò che resta delle tenebre

  • 26 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

📚

Editore: @spiritoliberoedizioni

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐🌟/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

E se l’amore più grande fosse anche il più proibito? Tra i ghiacci di Jotunheim, Sigyn non immaginava che il suo destino avrebbe preso la forma di un dio astuto, seducente e pericoloso: Loki, l’ingannatore, colui che gli dèi temono per le sue malefatte. Costretta a sposarlo senza mai poter vedere il suo volto, Sigyn scopre una verità che ribalta ogni leggenda: anche nelle tenebre può nascere la luce più ardente. Ma quando il rancore degli dèi e la gelosia della gigantessa Angborda minacciano di strapparle l’unico amore che abbia mai conosciuto, Sigyn dovrà trovare in sé la forza di spezzare la più potente delle maledizioni.


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

Da super innamorata di Loki, conosco a memoria la sua storia in ogni sfaccettatura: dal mito alle versioni fumettistiche e cinematografiche, e la sua storia con Sigyn mi ha sempre emozionata e fatto sperare di trovare qualcosa su di loro per leggerne di più... che dire, quindi, che quando ho visto questo libro ho urlato dall'inizio alla fine.

Ciò che resta delle tenebre è un romanzo che brucia lentamente, come una fiamma nascosta sotto il ghiaccio. È la storia di un amore che non dovrebbe esistere e che proprio per questo diventa più feroce, più luminoso, più indimenticabile. Tra le distese gelate di Jotunheim, Sigyn vive convinta che il suo destino sia già scritto, finché non incontra l’unico essere capace di riscriverlo: Loki, l’ingannatore, il dio che tutti temono e che nessuno comprende davvero. Costretta a sposarlo senza vedere il suo volto, Sigyn scopre che dietro la maschera non c’è solo pericolo, ma una fame di verità, di contatto, di redenzione. È un amore che nasce nell’ombra, ma che illumina tutto ciò che tocca. Quando la gelosia di Angborda e l’odio degli dèi minacciano di strapparle ciò che ha appena trovato, Sigyn capisce che l’unico modo per sopravvivere è trasformarsi: diventare più forte della maledizione che la incatena, più tenace del gelo che la circonda, più coraggiosa del destino che le è stato imposto.

«A volte la luce più ardente nasce proprio da ciò che il mondo chiama tenebra.»

In questo romanzo, i personaggi non sono semplici figure mitologiche: sono creature vive, contraddittorie, ferite. Sigyn è una protagonista che cresce, che lotta, che ama con una devozione che non ha nulla di remissivo. Loki è magnetico, ambiguo, irresistibile, un dio che si lascia intravedere solo a chi osa guardare oltre la leggenda. L’atmosfera è densa, sensuale, intrisa di magia antica e gelo nordico; il ritmo è teso, avvolgente, capace di alternare momenti di intimità bruciante a scene di pura tensione mitologica. Ciò che resta delle tenebre è una storia di amore proibito, di identità che si spezzano e si ricompongono, di scelte che cambiano il destino degli dèi. Un romanzo che lascia addosso il profumo del fumo e del ghiaccio, e la certezza che anche nell’oscurità più profonda può nascere qualcosa di sacro.

Devo fare i miei complimenti all'autrice che ha saputo davvero cogliere in ogni dettaglio emotivo e caratteriale i personaggi che ho sempre amato, facendomi pensare di volerne di più anziché pensare che avessi perso le mie ore. E per come sapete la mia pignoleria, un cinque stelle vuol dire davvero tanto per me, su Loki e Sigyn.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook. 

 
 
 

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