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RECENSIONE : Unicum - Opus

  • 17 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

📚

Editore: @rizzolilibri

Valutazione: ⭐⭐⭐/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

LUPO • Avidità Una saga in sette romanzi, che rispecchia i sette vizi capitali. Il lupo, vorace figura dell'avidità, spalanca le fauci sulla chiave la dignità spirituale ridotta a preda, da azzannare e divorare. Roma, 1670. Dopo la morte di papa Clemente IX il Sacro Collegio è riunito in conclave nella gelida Cappella Sistina, quando la notizia di un raccapricciante attentato durante la messa a Santa Maria Maggiore semina sconcerto e sospetto. Fuori dalle mura vaticane, intanto, decine di bambini svaniscono nel nulla. L'abate Atto Melani, conclavista al seguito dei porporati francesi, è deciso a muovere i fili dell'elezione papale. Ma tra manovre segrete, fazioni cardinalizie, doppi giochi e tranelli, ogni passo apre un'ombra nuova, e nulla andrà secondo i piani in uno dei conclavi più lunghi e oscuri della Storia. Tutto ciò si legge nel 1734 con gli occhi di due timide guardarobiere del castello di Sceaux, cuore mondano e intellettuale della nobiltà francese. È appena giunto un traduttore fiammingo a cercare risposta alle sue porta con sé l'enigmatico manoscritto che narra il conclave vissuto in prima persona da Atto e dal suo famiglio. Alcune pagine decisive, però, sembrano inspiegabilmente scomparse... Grazie a scoperte d'archivio in Italia, Francia e Svezia, e lettere di Atto finora inesplorate, Unicum mostra il rovescio di Opus per trascinare il lettore in una sciarada narrativa tra la Roma dei Papi e il secolo di Voltaire, e scavare nelle radici inconfessabili dell'oggi.


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

Unicum – Opus è un romanzo doppio, un’opera che si apre come una porta segreta e che, girandola, rivela un’altra verità. L'ho letto, attraversato da entrambi i lati, e la sensazione è quella di trovarsi davanti a un meccanismo narrativo raffinato, costruito con una cura quasi artigianale. Due storie autonome e complementari, due vizi capitali, due epoche lontane che si rispecchiano come superfici d’acqua. E al centro, sempre lui: l’abate Atto Melani, figura magnetica, ambigua, impossibile da dimenticare.

Lupo – Avidità   Nel lato del Lupo, l’avidità diventa un’ombra che si allunga su Roma del 1670. Il conclave più lungo e oscuro della storia si trasforma in un labirinto di intrighi, sospetti, manovre segrete. L’abate Atto Melani muove i fili con eleganza e astuzia, mentre fuori dalle mura vaticane i bambini scompaiono e un attentato scuote la città. La narrazione è densa, affascinante, ricca di dettagli storici che non appesantiscono ma illuminano. E poi c’è il gioco di specchi del 1734, con le due guardarobiere del castello di Sceaux e il traduttore fiammingo che cerca risposte in un manoscritto incompleto. È come leggere un enigma dentro un enigma, un racconto che si apre in altri racconti, lasciando sempre una pagina mancante, una verità che sfugge.

Civetta – Accidia   Girando il libro, la voce cambia ma il fascino resta. La Civetta è l’emblema dell’accidia, di chi vede tutto ma non agisce, e questa lente si posa su Parigi del 1912. Anatole France, chiuso nel suo studiolo, viene costretto a guardare un passato che ha cercato di seppellire. L’arrivo di Atto Melani riapre ferite antiche e lo trascina in un viaggio verso l’Italia, dove i segreti del conclave del 1670 tornano a pulsare sotto la superficie. Qui la narrazione è più intima, più ironica, più tagliente. Il romanzo attraversa secoli e poteri, da Cristina di Svezia a Roosevelt, mostrando come il volto del potere cambi, ma non la sua fame. È un mosaico di storia, mistero e riflessione, costruito con una precisione che lascia ammirati.


"A volte la verità non si trova scegliendo un lato, ma accettando che entrambi raccontino la stessa ombra"


Unicum – Opus è un’esperienza più che una semplice lettura. È un viaggio tra epoche, vizi, segreti e memorie che si rincorrono. Un’opera colta, elegante, sorprendente, che chiede al lettore di lasciarsi guidare e di non avere paura di perdersi. Perché solo perdendosi, in questo libro, si trova davvero la strada.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.

 
 
 

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