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RECENSIONE: I viaggi di Gulliver

  • 5 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 6 mag

📚

Editore: @rizzolilibri

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐✨/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

Per lungo tempo relegato a semplice romanzo d'avventura per ragazzi, "I viaggi di Gulliver" non è solo un racconto fantastico dalle apparenze giocose; è anche una delle più feroci e geniali satire mai scritte contro l'incultura, l'ipocrisia e le aberrazioni del potere, che trasforma ogni viaggio del suo protagonista in uno specchio impietoso delle contraddizioni umane. E così tra i minuscoli abitanti di Lilliput Gulliver si sente potente come un dio; a Brobdingnag, terra di giganti, diventa una creatura fragile e insignificante; a Laputa, l'isola sospesa nel cielo, deride le speculazioni astruse e sterili dei suoi abitanti; tra i cavalli Houyhnhnm incontra una forma di saggezza che mette a nudo la grettezza degli uomini. Come ci racconta il professor Riccardo Capoferro nella sua prefazione a questa edizione, "I viaggi di Gulliver" conserva ancora oggi una forza sorprendentemente attuale: "Un'opera visionaria, che ha lasciato il segno nell'immaginario collettivo globale e ha ispirato un numero incalcolabile di riscritture e adattamenti". Echi dell'immaginario di Swift si possono infatti ritrovare nei luoghi più impensabili, dal cinema di Hayao Miyazaki all'epopea fanta-piratesca di Eiichiro Oda, ed è indubbio che abbia stimolato e continui a stimolare la creatività di grandi artisti, da Arthur Rackham a Lorenzo Mattotti.


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Avete mai letto Gulliver?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera tornata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

I viaggi di Gulliver è uno di quei romanzi che tutti credono di conoscere, ma che sorprende ogni volta che lo si apre davvero. Non è solo un’avventura piena di luoghi strani e creature incredibili, è uno specchio lucidissimo puntato sull’umanità, sulle sue debolezze e sulle sue illusioni. Jonathan Swift usa il viaggio come una lente che ingrandisce tutto ciò che gli uomini fingono di non vedere, trasformando ogni tappa di Gulliver in una piccola rivelazione.

A Lilliput, tra abitanti minuscoli e guerre assurde, Gulliver si sente enorme e potente, ma il lettore capisce subito che la vera satira è rivolta alla vanità umana. A Brobdingnag, dove tutto è gigantesco, la situazione si ribalta e Gulliver diventa fragile come un insetto. È un modo semplice e geniale per ricordarci quanto il nostro valore dipenda spesso solo dal contesto. Laputa, l’isola sospesa nel cielo, è una presa in giro irresistibile per chi si perde in teorie complicate senza mai guardare la realtà. E poi ci sono gli Houyhnhnm, cavalli saggi che vivono con una calma che mette a nudo tutta la confusione degli uomini.

La forza del romanzo sta proprio in questo continuo gioco di specchi. Swift non punta il dito, ma costruisce mondi che parlano da soli. Ogni viaggio è un modo per dire che l’uomo può essere grande e ridicolo allo stesso tempo. Come scrive il professor Capoferro nella prefazione, un’opera visionaria che ha lasciato il segno nell’immaginario collettivo globale, e basta guardare a quante storie moderne ne portano l’eco per capirlo.


"A volte basta cambiare prospettiva per scoprire quanto siamo piccoli o quanto possiamo diventare grandi"


I viaggi di Gulliver è un romanzo che diverte, sorprende e fa pensare. Un classico che non invecchia perché continua a parlare di noi, delle nostre contraddizioni e del nostro bisogno di sentirci importanti in un mondo che cambia forma a ogni passo.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

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