RECENSIONE: L'altra mamma
- 26 apr
- Tempo di lettura: 3 min

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Editore: @giuntieditore
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Per Bela, otto anni, la sua famiglia è il suo mondo. Ci sono la mamma, il papà e la nonna Ruth. Ma c'è anche l'Altra Mamma, che ogni sera esce dal suo armadio e le tiene compagnia fino a che non si addormenta. Un giorno questa strana entità le chiede se può entrare nel suo cuore. E continua a chiederglielo diventando sempre più insistente tanto che Bela capisce che se non dirà di sì, sarà la sua famiglia a farne le spese. L'Altra mamma sta diventando irrequieta, più forte, più audace. Cominciano a succedere strani incidenti e la sicurezza della bambina vacilla, soprattutto quando scopre che i suoi genitori le tengono nascosti dei segreti… Ma l'Altra mamma esige una risposta.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.
❓Vi intriga questa novità?
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
Ci sono storie che non spaventano con mostri o ombre, ma con ciò che si insinua silenzioso nei legami più sacri: la famiglia, l’infanzia, la fiducia. L’altra mamma è un romanzo che colpisce proprio lì, dove la paura diventa intima, domestica, quasi inevitabile.
La protagonista è Bela, otto anni, un’età in cui il mondo è ancora un luogo fragile e permeabile. La sua famiglia è piccola ma solida: mamma, papà, nonna Ruth. E poi c’è lei, l’Altra Mamma, una presenza che esce dall’armadio ogni sera e che, all’inizio, sembra quasi un conforto. Una figura che ascolta, che accompagna, che riempie i silenzi. Ma basta poco perché la dolcezza si incrini. L’Altra Mamma comincia a chiedere qualcosa di impossibile: entrare nel cuore di Bela. E più la bambina rifiuta, più la creatura diventa insistente, irrequieta, affamata.
Gli incidenti si moltiplicano. La casa non è più un rifugio. I genitori nascondono segreti che incrinano la fiducia. E Bela, stretta tra ciò che vede e ciò che gli adulti non vogliono ammettere, capisce che l’Altra Mamma non è un gioco, né un sogno, né un’amica immaginaria. È un pericolo che cresce, che osserva, che pretende.
«Alcune presenze non vogliono essere amate: vogliono essere accolte, e una volta dentro non se ne vanno più.»
Bela è costruita con una sensibilità rara: non è mai infantilizzata, né resa adulta a forza. È una bambina che cerca di capire un mondo che non le dà risposte, e la sua paura è tanto più potente perché è lucida.
L’Altra Mamma è una figura perturbante, a metà tra il soprannaturale e il simbolico. Non è solo un’entità: è il riflesso di ciò che manca, di ciò che si teme, di ciò che si desidera disperatamente.
I genitori sono ambigui, imperfetti, umani. Le loro omissioni non sono cattiveria, ma fragilità. E proprio questa fragilità apre la porta all’oscurità.
Non c’è mai bisogno di effetti grandiosi: la tensione nasce dal quotidiano, dal familiare che si deforma.
La narrazione è serrata ma non affrettata. Ogni capitolo aggiunge un tassello, un dubbio, un’incrinatura. Il crescendo è calibrato con cura: la minaccia si avvicina senza mai rivelarsi del tutto, fino a un punto di rottura che lascia il lettore senza fiato.
L’altra mamma è un racconto di paura, sì, ma anche di solitudine, di segreti familiari e di ciò che accade quando un bambino è costretto a difendersi da qualcosa che gli adulti non vogliono vedere. È un romanzo che rimane addosso, come un sussurro dietro la porta, e che ricorda una verità semplice e terribile: a volte il mostro non vuole spaventarti. Vuole appartenerti.
Grazie alla casa editrice per l'opportunità.
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