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RECENSIONE: Le dirimpettaie

  • 5 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

📚

Editore: @rizzolilibri

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

C'è stato un tempo in cui la vita delle donne era solo una conseguenza del marito che si sposava. Poi è arrivato il Sessantotto e la rivoluzione sessuale che ha ribaltato radicalmente questo copione per le più giovani. Mentre le donne già sposate, strette nelle loro esistenze ordinate, si sono trovate all'improvviso travolte da mille pensieri di libertà. Come tre valchirie danzanti, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l'una per l'altra, legate da un'amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche. Cresciute in un mondo che assegna ruoli rigidi alle donne, le tre amiche affrontano matrimoni spesso più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e improvvise fughe. Intorno a loro si muove un Paese in trasformazione: il boom economico, la Dolce Vita, l'emancipazione femminile, il divorzio. In un arco temporale che si estende dagli anni Sessanta al Capodanno del nuovo millennio, Serena Bortone ci regala tre donne indimenticabili, imprigionate in una vita dove il "buon matrimonio" non corrisponde a felicità. Gabriella rimugina e trova nei suoi pensieri la forza di scrollarsi di dosso un matrimonio stanco. Maria sogna e ogni tanto sparisce. Tina scopre l'eros e decide di tenerselo stretto. A ogni costo.


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

Le dirimpettaie è un romanzo che profuma di vita vera, di porte che si aprono sul pianerottolo e di confidenze sussurrate quando il mondo fuori sembra troppo grande. Serena Bortone racconta tre donne che non cercano di essere eroine, ma che lo diventano comunque, semplicemente provando a respirare dentro un’esistenza che non hanno scelto davvero. Tina, Gabriella e Maria vivono nello stesso condominio romano, ma soprattutto vivono nello stesso tempo storico, quello in cui tutto cambia e nulla è semplice. Sono cresciute con l’idea che il matrimonio fosse la meta, la sicurezza, la felicità. Poi arriva il Sessantotto, arriva la rivoluzione dei corpi e dei desideri, e all’improvviso le loro vite ordinate iniziano a scricchiolare.

Il bello del romanzo è che non giudica nessuna di loro. Le segue mentre inciampano, mentre si ribellano, mentre si scoprono diverse da ciò che il mondo si aspettava. Gabriella trova nei suoi pensieri la forza di dire basta a un matrimonio che la spegne. Maria sogna e fugge, come se la vita fosse un treno che passa una sola volta. Tina scopre l’eros e decide che non vuole più rinunciarci, nemmeno quando tutto intorno sembra crollare. Le tre donne si incontrano sul pianerottolo, si osservano, si studiano, si sostengono senza nemmeno accorgersene. La loro amicizia è fatta di piccoli gesti, di silenzi che parlano, di quella complicità che nasce solo tra chi condivide lo stesso peso.

Intorno a loro scorre un’Italia che cambia: il boom economico, la Dolce Vita, l’emancipazione femminile, il divorzio. E mentre il Paese si trasforma, anche loro cambiano, a volte con coraggio, a volte con paura. Il romanzo racconta tutto questo con una delicatezza che colpisce, senza mai cadere nel melodramma. È una storia che parla di donne intrappolate in ruoli stretti, ma anche della loro capacità di reinventarsi, di trovare una via d’uscita, di scegliere se stesse.


"A volte basta aprire la porta accanto per scoprire che non siamo sole"


Le dirimpettaie è un romanzo che emoziona perché è vero, perché racconta la forza silenziosa delle donne, perché mostra come anche una vita apparentemente normale possa contenere rivoluzioni immense. Una lettura che resta addosso come un abbraccio sincero.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook. 

 
 
 

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