RECENSIONE: L'arcobaleno della Gravità
- Sabrina Pennacchio
- 7 ago
- Tempo di lettura: 2 min

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Editore: @rizzolilibri
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Nel 1944, Londra viene colpita dai razzi V-2: arrivano in silenzio, poi esplodono. Il tenente americano Tyrone Slothrop, però, sembra averne una sorta di premonizione: ogni volta che ha un’avventura erotica, un missile cade esattamente lì, dove tutto è appena accaduto. Una coincidenza? Non per chi lo osserva con attenzione. Scienziati, spie e figure dagli acronimi improbabili iniziano a studiarlo come si fa con un caso clinico o un guasto cosmico. Così Slothrop fugge — o viene spedito? — attraverso l’Europa in frantumi, inseguendo (o inseguito da) un Razzo misterioso, lo 00000. Da qui in poi, le cose si complicano. Locali equivoci, zone smantellate, visioni lisergiche, profeti catastrofici, bambini telepatici, ingegneri ossessionati, razze sintetiche, plastica erotica e un razzo che, forse, contiene un’anima. Thomas Pynchon compone una partitura vertiginosa in cui sacro e osceno, filosofia e slapstick, pornografia e metafisica convivono come in un sogno troppo lungo. "L’arcobaleno della gravità" è un romanzo che va letto dimenticando tutto quello che si credeva di sapere sui libri: non cerca di spiegare il mondo, lo mappa come una follia lucida.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.
❓Vi intriga questa novità?
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
"Ten, nine, eight, seven… E poi quel ruggito assordante, carico di presagi."
La storia segue Tyrone Slothrop, un tenente americano in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, il cui destino sembra intrecciato misteriosamente con quello dei razzi V-2. Ma chiamarla “storia” è riduttivo: Pynchon non si limita a raccontare, costruisce un labirinto fatto di eventi, personaggi, digressioni scientifiche, citazioni culturali e momenti surreali. Ho spesso avuto l’impressione di leggere un sogno complicato, dove ogni pagina mette in discussione ciò che hai appena letto.
Eppure, proprio questo disorientamento ha reso la lettura magnetica. Slothrop non è un eroe classico: è spaesato, ironico, persino grottesco a tratti. Ma la sua vulnerabilità, in mezzo a una rete di forze invisibili, lo rende incredibilmente umano. Mentre lo seguivo in questa assurda caccia alla verità, mi sono ritrovata a riflettere su temi che raramente un romanzo osa affrontare: il libero arbitrio, il controllo, la tecnologia, la perdita del significato.
La scrittura di Pynchon è densa e ambiziosa, ma anche sorprendentemente poetica. Nonostante la mole del libro e la sua struttura non lineare, ho trovato momenti di pura bellezza, come piccole luci nel buio. L’arcobaleno della Gravità non offre risposte, ma moltiplica le domande. E credo sia proprio questo il suo potere.
Se ami i romanzi che non ti portano per mano ma ti sfidano, se cerchi una lettura che ti spinga oltre i confini della narrativa tradizionale, L’arcobaleno della Gravità sarà un’esperienza indimenticabile — complessa, travolgente, unica.
Grazie alla casa editrice per l'opportunità.
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