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RECENSIONE: L'isola dei fili perduti

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

📚

Editore: @rizzolilibri

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

Venezia, 1895. Lena ha tredici anni, lo sguardo curioso e uno spirito ribelle poco incline ad accettare il destino che sembra già scritto per lei, che infila perline di vetro per pochi spiccioli nel sestiere di Castello. Fal'impiraressa, un mestiere antico che si tramanda di madre in figlia da generazioni. Ma quando la notte del 14 aprile la terra trema e le perle su cui lei e le altre donne di famiglia stavano lavorando scivolano via con le scosse, Lena è costretta a lasciare la sua calle, l'unica realtà che abbia mai conosciuto, e prendere servizio a Ca' Cappello, presso una nobildonna inglese, Lady Enid Layard. Non può immaginare, Lena, che tra le mura di quel palazzo sul Canal Grande incontrerà un mondo affascinante, popolato di artisti e scrittori, e conoscerà il potere delle parole e delle idee. Mentre l'amore, il primo, quello a cui è impossibile resistere, le sconvolgerà la vita, sullo sfondo della Venezia decadente della Belle Époque, tra il fervore culturale dei salotti e il brulicare delle fabbriche della Giudecca, Lena si metterà alla testa della prima Lega di impiraresse insieme ad altre compagne coraggiose, dando dignità al lavoro silenzioso di migliaia di donne.


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buonasera lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

L’isola dei fili perduti è un romanzo che intreccia storia, emancipazione e poesia con la delicatezza di un filo di vetro. È il ritratto di una Venezia decadente e splendida, vista attraverso gli occhi di Lena, una ragazza di tredici anni che non accetta il destino già scritto per lei: infilare perline per pochi spiccioli, come fanno da generazioni le impiraresse del sestiere di Castello.

Lena è curiosa, ribelle, affamata di possibilità. E quando la notte del 14 aprile la terra trema e le perle scivolano via dalle mani delle donne della sua famiglia, il mondo che conosce si spezza. Costretta a lasciare la sua calle, Lena entra a Ca’ Cappello, al servizio di Lady Enid Layard, nobildonna inglese che apre davanti a lei un universo nuovo: salotti culturali, artisti, scrittori, idee che brillano come vetro appena fuso.

È qui che Lena scopre il potere delle parole. È qui che scopre l’amore, quello primo, irresistibile, che sconvolge e trasforma. È qui che capisce che la sua voce può cambiare qualcosa.

«Ci sono fili che non si spezzano: si intrecciano, e diventano storia.»

La Venezia della Belle Époque è un palcoscenico vibrante: decadente, luminosa, brulicante di fabbriche alla Giudecca e di salotti dove si discute di arte e futuro. L’autrice la racconta con un’eleganza sensoriale, facendo sentire il rumore dell’acqua, il profumo del vetro, il peso delle mani che lavorano.

Ma il cuore del romanzo è la lotta delle impiraresse, donne silenziose e invisibili che per secoli hanno sostenuto un’industria senza ricevere dignità né riconoscimento. Lena, insieme a compagne coraggiose, si mette alla testa della prima Lega di impiraresse: un gesto rivoluzionario, un atto di ribellione femminile che attraversa la storia come un filo rosso.

L’isola dei fili perduti è un romanzo che parla di lavoro, dignità, desiderio di futuro. Una storia che ricorda che anche le mani più piccole possono cambiare il mondo, se trovano il coraggio di intrecciare fili nuovi.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.

 
 
 

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