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RECENSIONE: La spada di luce

  • 7 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

📚

Editore: @oscarvault

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

Quando giunge a Camelot, il giovane Collum ha un sogno: competere per un posto di cavaliere della Tavola Rotonda. Però è arrivato tardi: Re Artù è morto nella battaglia di Camlann, e con lui gran parte dei cavalieri. A essersi salvati non sono Lancillotto o Gawain, gli eroi delle leggende. Sono i reietti come ser Palamede, il Saraceno, o ser Dagonet, il buffone nominato cavaliere per scherzo, o Nimue, la consigliera del re che fu l’apprendista di Merlino. Eppure tocca a questa scombinata compagnia riconquistare Excalibur e ricostruire Camelot dalle ceneri di un mondo in rovina, diviso tra le fazioni rivali legate a Lancillotto e Ginevra, e minacciato dal ritorno delle antiche divinità riunite sotto la guida della Fata Morgana, sorellastra di Artù. E tutto mentre cercano di risolvere il mistero che avvolge la caduta del solitario e brillante Re Artù…


       𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:

Buongiorno lettori del mio cuore ❤️ come state oggi? Spero bene.

❓Vi intriga questa novità?

Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.

Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.

La spada di luce è un romanzo che riaccende il mito arturiano con un’energia nuova, vibrante, capace di unire epica e ironia senza perdere mai il cuore della leggenda. Ciò che colpisce fin da subito è lo sguardo con cui la storia viene raccontata: non più attraverso gli eroi perfetti delle ballate, ma attraverso i reietti, gli esclusi, coloro che nessuno avrebbe mai immaginato di vedere al centro della scena.

Collum arriva a Camelot con un sogno semplice e immenso: diventare cavaliere della Tavola Rotonda. Ma arriva tardi, quando Re Artù è già caduto a Camlann e il mondo che conosceva è in frantumi. A popolare le rovine non sono Lancillotto o Gawain, bensì figure marginali e irresistibili come ser Palamede, il Saraceno, ser Dagonet, buffone diventato cavaliere per scherzo, e Nimue, l’apprendista di Merlino che porta sulle spalle più segreti di quanti voglia ammettere. È questa compagnia sgangherata a dover riconquistare Excalibur e tentare di ricostruire ciò che resta di Camelot, mentre le fazioni rivali legate a Lancillotto e Ginevra si affrontano e la Fata Morgana raduna antiche divinità pronte a reclamare il loro dominio.

Il romanzo è un viaggio attraverso un mondo ferito, dove la magia è crepa e promessa, e dove ogni personaggio porta con sé una scintilla di umanità che lo rende indimenticabile. Collum cresce, sbaglia, osserva, impara, e il lettore cresce con lui, scoprendo che l’eroismo non è mai un dono, ma una scelta.


"La luce non appartiene a chi la brandisce, ma a chi trova il coraggio di cercarla nel buio."


La trama intreccia mistero, avventura e un’ironia sottile che alleggerisce senza mai sminuire la profondità dei temi. Il mistero attorno alla caduta di Artù è una ferita aperta che guida l’intera narrazione, e ogni rivelazione aggiunge un tassello a un mosaico più grande, più complesso, più umano.

La spada di luce è un romanzo che parla di rinascita, di seconde possibilità, di ciò che resta quando gli eroi cadono e tocca ai dimenticati raccogliere i pezzi. Una storia che illumina il mito da un’angolazione nuova, emozionante, capace di far brillare Camelot anche nelle sue ombre.

Grazie alla casa editrice per l'opportunità.

Vi ricordo che trovate la recensione anche su Instagram e Facebook.

 
 
 

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